Di prugne e microspostamenti, rospi e sassolini

Wand - Plum_coverUn post scontroso, tutto pancia e rancore, per raccontarvi di come ho dovuto ingoiare un grazioso rospetto. È successo che gli Wand si son sentiti un po’ Beatles un po’ Wilco e persino un po’ Radiohead e hanno fatto questo disco carino carino con la nuvoletta azzurra in copertina e lo hanno intitolato “Plum” . Ovvero “prugna” e infatti fa cagare!

Cioè no, frena frena. Carino, dicevo, ma pure un po’ anonimo, ché il pop psichedelico di ‘sto tipo è una roba tanto inflazionata che dovessi spiegarlo ai non affiliati non saprei neanche da dove partire.

Magari mi aspettavo un disco diverso?

Macché, mi aspettavo proprio una cosa di questo tipo e mi ero pure gasato ascoltando il singolo omonimo (qua sotto), perché ci vedevo una «certa positiva evoluzione nella scrittura dei pezzi» e comunque, va detto e ribadito, è un pezzo pop da manuale. Poi il resto nulla o quasi, dopo tre-quattro ascolti ho capito che le cose non erano tutte Lucy e diamanti, che di Paul McCartney ce n’è uno solo (ed è vivo e lotta insieme a noi, checché ne dicano i complottisti) e che forse c’è qualcosa di importante che manca all’appello. L’energia direi. Sì, l’energia cazzo, l’attitudine, le stranezze, lo space rock e un po’ di fuzz. Mentre l’entusiasmo destato dal singolo sfumava a centottanta all’ora, mi sono accorto che quello che manca a “Plum” e che manca a me, in fondo, sono i “vecchi” Wand, quelli che stavano crescendo e anche bene ma sapevi che erano loro, ci sentivi l’impronta insomma e invece qui si fa fatica.

 

Hookworms - Microshift_coverEd ecco, tutto questo togliersi i sassolini dalle scarpe (o il rospo dallo stomaco) era per due motivi: 1) per togliermi qualche sassolino dalle scarpe (o vomitare il rospo se preferite); 2) per dire che il trend del cambiare pelle dall’oggi al domani così, a cazzo, sembra continuare, e che vedo un altro rospo all’orizzonte: il nuovo album degli inglesi Hookworms, che s’intitola “Microshift” e pare debba uscire il 2 febbraio prossimo venturo. Che poi microshift significa “microspostamento” e quindi potrei pure mettermi l’anima in pace e dirmi che dài, non è niente, però ieri ascoltando il singolino apripista la domanda mi è sorta spontanea: cosa cazzo è successo agli Hookworms? Smontarli pare brutto, ché in fin dei conti non è per niente male ‘sto pezzo, però ecco, lo digerirò un disco così? Non un disco così in generale, dico, ma un disco così fatto dagli Hookworms, non so se rendo.

 

La risposta è boh, ovviamente, e attesa e pazienza che tanto s’aggiusta tutto. Intanto, anticipando la prevista delusione e una pioggia di bestemmie, mi consolo con gli Hookworms che fanno gli Hookworms e – perché no? – con gli Wand che fanno gli Wand dell’altro ieri.

Un pensiero riguardo “Di prugne e microspostamenti, rospi e sassolini

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