Repost: Amelie Tritesse – Cazzo ne sapete voi del rock’n’roll [Interno4 / NdA Press, 2011]

Cazzo ne sapete voi del rock'n'roll_cover

Un libro e un cd: che chiedere di più? Se non siete tra quello stuolo di cretini che è già pronto a rispondere «qualcuno che mi faccia un caffè», potete anche continuare a leggere e magari avvicinarvi a questo bel prodotto in qualche polveroso negozio di provincia (o su discogs, fate vobis).

Amelie Tritesse è un progetto letterario-musicale (qualcosa di raro nel panorama musicale italiano) messo su da Manuel Graziani (meglio conosciuto come penna di Rumore, qui in veste di scrittore, voce narrante, batteria e basso) in combutta con gli amici Giustino de Gregorio (suoni, piano e arrangiamenti), Paolo Marini (voce cantante, chitarre e basso) e Stefano di Gregorio (batteria, percussioni e basso). Un progetto che nasce sulla scorta della precedente esperienza narrativa di Graziani (“La mia banda suona il (punk)rock”, Coniglio Editore, 2007) con l’obiettivo di mettere al mondo un testo sul quale fosse possibile suonarci su qualcosa e portarlo in giro a mo’ di tour con una band di amici.

Non è poco…ma in realtà è anche di più.

“Cazzo ne sapete voi del rock’n’roll” (che si prende un bel 10 solo per il titolo) è un prodotto ambizioso, un read’n’rocking imbevuto di folk ed elettronica e di testi che esplorano i vicoli (fisici e mentali) sperduti, oscuri e bagnati della provincia italiana. Un disco-libro (arricchito dalle illustrazioni di Fabrizio Pluc di Nicola) che racconta le storie semplici e dimenticate, sballate, blasfeme, alcoliche e rabbiose – e qui sta la sua forza evocativa e letteraria – di un qualsiasi gruppo di eterni precari nell’Italia degli anni Dieci. Storie che sanno di luppolo e marijuana, che toccano le vite di vecchi esemplari umani (Oplà), gli incontri occasionali e imbarazzanti (La sudarella), le alcoliche e noiose serate al bar della cittadina (Liverpool Pub, Le biciclette) con una colonna sonora fatta di rock malato, sporco e decadente (nell’anima) e di elettro-folk autunnale (nella forma).

Un disco che, musicalmente, si trova da qualche parte tra i Gun Club (omaggiati dalla bellissima Una ballata per Jeffrey Lee Pierce), i Massimo Volume e i Notwist. Un’avventura musicale che si divide equamente tra i reading di Graziani lanciati su tappeti di folk ed elettronica (a volte più l’uno a volte più l’altra) e le ballate disegnate dalla voce di Paolo Marini (la bella traccia di apertura qua sotto è un bell’esempio di quel mix). Un’avventura divertente e appagante sia dal punto di vista musicale che da quello letterario, un bel quadro che sa cogliere e raccontare un vissuto quotidiano comune in modo sapiente e sarcastico, sputandolo fuori in forma di rock’n’roll. Una buonissima prova che speriamo sia solo un bell’inizio.

2 pensieri riguardo “Repost: Amelie Tritesse – Cazzo ne sapete voi del rock’n’roll [Interno4 / NdA Press, 2011]

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